“La partecipazione al lavoro” è una proposta di legge di iniziativa popolare promossa dalla CISL che disciplina in ogni dettaglio la partecipazione attiva dei lavoratori alla vita delle imprese. La proposta nasce con l’intento di dare piena attuazione all’art. 46 della Costituzione.

La partecipazione dei lavoratori alle imprese non è solo il vettore di uno sviluppo economico ma anche un mezzo per la realizzazione di un progresso sociale, un traguardo necessario per il completamento della democrazia.
In un contesto sociale e politico come l’attuale, in cui forte è l’esigenza di innovare le relazioni sindacali e la contrattazione, questa legge può produrre effetti positivi per tutti:
- aumento dei salari
- qualità e stabilità del lavoro
- maggiore produttività e competitività
- più sostenibilità sociale
- zero delocalizzazioni
- più salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
- più investimenti
- una piena coesione sociale
- rientro delle imprese dall’estero
Ma quale partecipazione?
GESTIONALE La legge prevede la definizione di forme di cogestione nei consigli di sorveglianza e nei consigli di amministrazione. Sarà possibile
integrare anche il CdA delle società a partecipazione pubblica con almeno un rappresentante dei lavoratori.
FINANZIARIA In materia di distribuzione degli utili ai lavoratori la proposta di legge prevede numerose novità rispetto al quadro normativo vigente. Sono disciplinati, inoltre, l’accesso contrattuale dei dipendenti a piani di azionariato diffuso e la possibilità da parte degli azionisti-lavoratori di affidare i diritti di voto a specifici trust, per la gestione collettiva dei diritti derivanti dalla partecipazione finanziaria.
ORGANIZZATIVA La legge prevede un meccanismo premiale per le imprese che coinvolgano i lavoratori in progetti innovativi e per i lavoratori che si impegnino a contribuire all’innovazione e all’efficientamento dei processi produttivi.
CONSULTIVA La legge disciplina le diverse ipotesi in cui le rappresentanze sindacali unitarie o le rappresentanze sindacali aziendali hanno diritto ad essere consultate in via preventiva e obbligatoria. La procedura si estende anche agli istituti bancari e alle aziende che forniscono servizi pubblici essenziali.






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