Rafforzare il welfare aziendale e la conciliazione tra vita privata e lavoro, investire in formazione e innovazione, garantire salari adeguati, restituire dignità e prestigio alle professioni, costruire un approccio realmente collaborativo con le altre sigle sindacali, le imprese e le organizzazioni datoriali per la gestione delle crisi, infine promuovere una cultura della bilateralità per una contrattazione moderna, partecipativa, capace di generare risultati tangibili. Sono le priorità individuate dalla confermata segreteria di Fisascat Cisl Veneto, riunita ieri e oggi a Cison di Valmarino (Treviso) per il suo 12° Congresso regionale, che ha rieletto a pienissimi voti Giovanni Battista Comiati quale suo segretario generale. Accanto a lui restano in segreteria Patrizia Manca, di Treviso, Giosuè Rossi, di Verona.

Si tratta della categoria cislina veneta più importante per numero di iscritti, che sfiorano quota 48mila, seconda solo alla cugina lombarda, con un numero di iscritti che conta oltre il 10% sul totale nazionale. Rappresenta e tutela, di fatto, più di un occupato su tre in Veneto. Sono lavoratori e lavoratrici che hanno a riferimento oltre 40 diversi contratti nazionali: dagli addetti del terziario di mercato (in primis commercio e grande distribuzione), a quelli della ristorazione, dell’alberghiero e del turismo, dagli operatori dei servizi di pulizia e dei servizi socioassistenziali ai collaboratori familiari, fino ai dipendenti delle istituzioni, delle realtà di culto, delle agenzie di scommesse e delle case da gioco, i civili delle basi americane e Nato, le guardie giurate, le farmacie, gli agenti di commercio e gli studi professionali. I tre più importanti comparti – commercio, turismo e ristorazione, sanità e servizi sociali – contano ben 460 codici Atecocomplessivi (ossia tipologie di imprese) e 90 diverse professioni regolamentate. 

E naturalmente ogni settore ha tratti distintivi specifici e criticità proprie, bisogni e richieste differenti: basti pensare al problema degli “stagionali” per il turismo (prima industria in Veneto, oltre il 10% del Pil), al tema degli orari e delle aperture festive per il commercio, alla carenza di personale e ai carichi di lavoro per il sociosanitario…

«Siamo convinti che la contrattazione nazionale abbia svolto appieno il proprio compito. Ora tocca a noi fare la nostra parte – ha affermato il riconfermato segretario generale Giovanni Battista Comiati, che resterà alla guida di Fisascat Cisl Veneto per i prossimi quattro anni –. Abbiamo una grande responsabilità, quella di inaugurare una nuova stagione di rinnovi dei contratti territoriali e rilanciare la contrattazione integrativa aziendale, che riteniamo essere gli strumenti più efficaci per affrontare tante delle criticità del mercato del lavoro di oggi. E ancora, riteniamo indispensabile riaprire i tavoli territoriali e regionali della contrattazione, con l’obiettivo di individuare soluzioni condivise e sostenibili per tutti gli attori coinvolti, in particolare quelli di commercio, turismo, cooperazione sociale, vigilanza e Uneba (case di riposo)». «Il nostro obiettivo – continua Comiati – è costruire un terreno di fiducia e di dialogo costante. Vogliamo creare spazi di confronto continuativi, anche al di fuori delle situazioni di conflitto, affinché possa svilupparsi una conoscenza reciproca più profonda e una comprensione autentica dei rispettivi bisogni. Per questo proponiamo di organizzare gli Stati generali del terziario in Veneto».

«In Veneto la contrattazione ha saputo escogitare strumenti innovativi – ha sottolineato anche il segretario generale di Cisl Veneto Massimiliano Paglini, intervenuto nel corso dei lavori –, a partire dagli enti bilaterali che sono diventati architravi delle tutele per i lavoratori nel terziario e in molti altri settori, e oggi possono essere asse strategico anche nell’applicazione della legge sulla partecipazione, specie per le piccole e medie imprese. È una delle sfide che ci attendono nei prossimi quattro anni: partecipare alle strategie aziendali per migliorare il lavoro e le comunità, a partire da un intervento negli orari di apertura degli esercizi commerciali per ridare dignità alle persone e non assecondare solo la logica del profitto. E ancora,serve rafforzare la collaborazione pubblico e privato per affrontare le grandi emergenze del Veneto: quella abitativa e quella dei servizi sociosanitari in un contesto di rapido invecchiamento della società».

L’impegno di Comiati in Cisl è ventennale. Nato a Valdagno nel 1976, comincia l’attività sindacale in Cisl nel 2006 come delegato presso la caserma “Ederle” di Vicenza dove allora lavorava, divenendo nel 2007 rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Sempre attento ai temi sociali, lavora per alcuni anni come educatore in una comunità per il recupero di persone con tossicodipendenza, per poi continuare a collaborare come coordinatore in altre strutture educative, riabilitative e di reinserimento lavorativo. Nel 2011 entra in Fisascat Cisl Vicenza come operatore a tempo pieno, per poi diventarne segretario generale nel 2017. Dal 2021 è segretario generale di Fisascat Cisl Veneto. 

Il Congresso ha preso avvio da quanto emerso da un’indagine che ha coinvolto circa 730 lavoratori e lavoratrici sui territori. Un vero “esercizio di ascolto”, da cui si è voluto partire per definire le priorità sindacali per i prossimi anni e insieme formulare le proposte consegnate ieri dalla categoria alle associazioni datoriali intervenute. Condotta dal centro studi sindacale Fondazione Corazzin, ha voluto conoscere esigenze, opinioni e difficoltà dei lavoratori veneti del settore terziario.

Quasi il 70% degli intervistati dichiara soddisfazione per il proprio lavoro e circa il 60% percepisce una crescita professionale, quasi la metà reputa stimolante l’ambiente lavorativo, ma solo il 36% ritiene la propria retribuzione adeguata. Per ben 4 su 10 la compatibilità tra orari di lavoro e vita privata costituisce un problema e la maggior parte degli intervistati (oltre il 60%) afferma che il proprio lavoro sia stressante in misura tale da causare ripercussioni personali. E ancora, per il 63% la formazionepromossa dall’azienda è utile, dall’altro canto quasi la metà afferma di non aver preso parte ad attività formative aziendali nell’ultimo anno. Guardano alla sicurezza sul lavoro come a un tema particolarmente importante (74%) e nonostante la percentuale più alta degli intervistati dichiari che la propria azienda considera fondamentale garantirla, resta comunque un 20% di loro che afferma che lo è “poco” o “nulla”.

Il Congresso, dal titolo Contrattazione è partecipazione è intelligenza umana. Uniti per costruire (con coraggio) una società più giusta”, ha chiamato a raccolta 160 delegati; presente anche il segretario generale di Fisascat Cisl nazionale Davide Guarini, che ha chiuso il dibattito della mattinata.  

L’appuntamento di oggi rientra tra i Congressi delle varie categorie regionali e dei territori provinciali che porteranno il 15 e il 16 maggio all’assemblea regionale di Cisl Veneto.  

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